Parla per la maggior parte del tempo che passa in classe.
Fondamentalmente ignora qual è l'impatto che le sue parole hanno negli studenti e non ha strumenti realmente efficaci per rendersi conto se il suo messaggio (ammesso che ne abbia uno consapevolmente scelto e proposto) arriva o no.
Tende a dare praticamente per scontato, come se fosse innato negli studenti, che essi sappiano studiare storia.
Non ha nessun controllo reale sul modo in cui lo studente studia.
Verifica l'impatto del suo insegnamento soprattutto al momento dell'interrogazione e attraverso di essa.
Va a caccia dei "buchi neri" nella preparazione degli studenti, sovente per sanzionarli.
Identifica la correttezza e l'efficacia del suo insegnamento con il fatto che ha parlato di certe tematiche e di certi argomenti.
Sovente il ruolo della storia è giustificato con l'idea che questa disciplina sia maestra di vita civile e serva a non ripetere i drammatici errori del passato.
